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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 Presentato stamani mattina, alla presenza di Romano Prodi e Francesco Rutelli il nuovo marchio turistico dell'Italia. Il marchio, realizzato dall'agenzia Landor Associates, è risultato vincitore del concorso indetto a dicembre dalla Presidenza dei Ministri. Il logo rappresenta la sigla it, con la "i" che richiama un classico della tipografia bodoniana e una stilizzazione dello stivale in verde per il "t" (anche se sembra più riferirsi al "l'ascia" del pay off). Il marchio "firma la qualità unica della vita, dello stile, della creatività, della cultura e del turismo italiani''. Il premier non ha esitato a giudicare "estremamente bella" la proposta vincente. Dalle agenzie: Per la realizzazione del logo, il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della presidenza del consiglio ha indetto una gara "che e' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - ha spiegato Levi - ed hanno risposto oltre 70 agenzie, di cui 60 con proposte articolate". I progetti sono stati esaminati da una commissione di aggiudicazione presieduta dal consigliere Andrea Mancinelli. "Abbiamo inoltre goduto dell'aiuto preziosi di un gruppo di alte personalita' - ha evidenziato Levi - che ci assisteranno anche nella definizione della strategia di comunicazione", composto da Laura Biagiotti, Gianpaolo Fabris, Anna Martina, Andrea Pininfarina e Umberto Paolucci. La gara e' stata poi vinta dalla Landor. "Anche nelle modalita' e' stato seguito l'obiettivo di dare un segno di un'Italia all'altezza della grande concorrenza internazionale sui mercati - ha sottolineato Levi - e il logo, sottoposto a due ricerche di mercato sul gradimento, ha ottenuto un risultato straordinario". (Thx to SDZ)
Creare l'immagine di un'intera nazione può rappresentare una sfida eccitante quanto mai impegnativa per qualunque designer. Anche perché non è facile individuare quali elementi sono i più rappresentativi e idonei a illustrare caratteri quanto mai compositi come quelli rappresentati dalla popolazione, dalla cultura, dalla lingua, dalle tradizioni di uno stato. La progettazione dell'immagine per uno stato, parliamo dell'immagine turistico-commerciale naturalmente, deve poi risolvere il non facile problema di rapportarsi con l'iconografia istituzione consolidata – la bandiera, lo stemma, i colori, i simboli –, per costruire una nuova scala di valori visivi rappresentativi. Sui molti approcci a questo problema può essere utile rivedere quanto pubblicato, per Francia, Germania e Svizzera, da Michael Johnson in Problem solved (Phaidon, NY 2002) ed anche la "falsa" immagine coordinata per il Canada di Tibor Kalman.
La Repubblica Ceca ha recentemente bandito un concorso tra graphic designer per costruire la propria immagine commerciale. L'esigenza era tanto più sentita quanto, secondo alcune ricerche, solo pochi cittadini europei individuavano con una certa sicurezza i caratteri peculiari dello stato ceco. La giuria, composta da designer ed esperti di comunicazione visiva indipendenti ha visionato i lavori di oltre 190 partecipanti eleggendo a fine gennaio il vincitore. Il progetto vincente è stato quello presentato dallo studio Side2 (Tomáš Machka, Ludìk Kubík e Karel Haloun) con una proposta particolarmente originale che non ha mancato, naturalmente, si suscitare le inevitabili, in questi casi, polemiche.
Il nuovo logo, già in uso in questi giorni, è caratterizzato dall'utilizzo di una serie di "fumetti", posti sopra la scritta "Czech Republic", che si connotano come un "sistema" grafico in grado di essere declinato facilmente per ogni tipologia di applicazione e comunicazione. Come dice l'architetto Eva Jiøièná, membro della giuria, "abbiamo trovato poche idee. Sembra quasi che i candidati si siano impauriti della sfida, rigirandosi in un circolo vizioso tra il cuore d'Europa, il tricolore nazionale e variazioni sul tema del simbolo statale. Noi ricercavamo inventiva, humour e coraggio". Il nuovo logo corrisponde appieno, nel giudizio della giuria, a queste aspettative e sarà utilizzato come il simbolo, facilmente memorizzabile per la sua originalità, per tutte le presentazioni e attività informative all'estero (fiere, esposizioni, pubblicazioni marketing, campagne promozionali e attività culturali) nonché su tutti i materiali pubblicitari a stampa.

Di Pino (del 16/04/2006 @ 12:35:52, in Blog, linkato 371 volte)
Tanti sinceri auguri di buona Pasqua a tutti voi! ;)
Di M4v (del 04/03/2006 @ 18:49:59, in Blog, linkato 265 volte)
Si è spesso (s)parlato di cosa rappresentino professionalità e formazione in un ambito a volte pesto e vituperato come quello della grafica e del design in generale e di come la distinzione tra competenza effettiva ed improvvisazione più o meno "ruspante" spesso non venga palesemente colta. Il manifestarsi ti tale "incertezza percettiva" ha motivazioni / giustificazioni capillarmente estese e riconducibili alla controversa attribuzione relativa a "cosa è soggettivo", ambito talmente vasto e complesso da rendere ridicolo il tentativo di parlarne qui; tuttavia gli effetti di tale "relativismo", innoqui o, al massimo, appena fastidiosi se riscontrati sull'osservatore occasionale che casualmente inciampa nel nostro 6x3 lasciato sul marciapiede per far posto all'ultimo manifesto di campagna elettoriale, diventano assolutamente devastanti nel caso in cui il contagio arrivi a colui dal quale tutto parte ed al quale dobbiamo infine render conto: il cliente. In questo malaugurato caso il personaggio in oggetto viene quasi sempre travolto dall'irrefrenabile libido di istoriare con i propri particolari e spesso incontrovertibili stilemi il lavoro che egli stesso affida al grafico / pubblicitario / creativus genericus, imponendo scelte e soluzioni assolutamente "soggettive".
Spesso questo epico braccio di ferro tra opposte personalità e prospettive esistenziali genera risultati anch'essi copiosamente imperlati di soggettivismo, in alcuni casi con in allegato il proverbiale ma doveroso "velo pietoso"...

Trovo empatica la trattazione che di quest'argomanto fa l'interessante articolo, pubblicato di recente su CGitalia.it.
E’ una medaglia con un volto del tutto nuovo quella che ha simboleggiato i XX Giochi Olimpici Invernali. Il concept è stato studiato da un gruppo di lavoro costituito da Ottaviani International, Sponsor di Torino 2006 e dal team grafico del TOROC.
La sua forma è quella del cerchio con uno spazio vuoto al centro: una soluzione coerente con l’immagine di Torino 2006 che trova nella piazza la propria rappresentazione.
La piazza come immagine simbolo dell’Italia: segno storico, spazio fisico e sociale che crea e accompagna i grandi eventi. Qui si celebrano i trionfi ma si stempera anche la tensione della sfida. É il luogo dove vive la passione.
Tonda come i Cerchi Olimpici e come un simbolico anello della vittoria, la medaglia con lo spazio vuoto al centro, rivela anche la zona del petto sotto cui batte il cuore, la vita e soprattutto la passione per il grande evento olimpico.
Sul fronte, la medaglia dei XX Giochi Olimpici Invernali sintetizza gli elementi grafici dei Giochi, sul retro presenta il pittogramma della disciplina sportiva premiata. Per dare l’idea della tridimensionalità infine, sulla superficie della medaglia è stato fatto un utilizzo mirato dei pieni e dei vuoti, del lucido e del satinato.
“Mi emoziona pensare che queste medaglie partiranno da Torino al collo degli atleti più rappresentativi e andranno in tutto il mondo" ha dichiarato il presidente del TOROC Valentino Castellani. "Le loro gesta e il loro volto sorridente conserveranno il ricordo di questi Giochi memorabili di Torino 2006, e con esso l’immagine dell’Italia”.


Partendo dalla differenza del senso dello spazio tra i modelli culturali dell'Italia e del Giappone verrà analizzato il panorama artistico ed estetico del Giappone contemporaneo attraverso l'evoluzione ed i cambiamenti del costume e dello styling dei prodotti industriali. Verranno inoltre illustrate alcune delle metodologie progettuali attualmente più in uso, a partire dalle quali sono stati creati prodotti industriali particolarmente significativi e di successo in entrambi i paesi.
Tradizione e innovazione: un confronto tra il design italiano e giapponese 21 febbraio 2006 Aula Magna Facoltà di Ingegneria Viale del Risorgimento, 2 - Bologna
SI! Submititaly.com, ideato e realizzato da Domenico Manno viene concepito come una directory di Web Design con l’intento di valorizzare ed esaltare il buon web design “MADE IN ITALY”.
Il progetto si propone di creare un marchio, un luogo d’incontro, una risorsa che identifichi il frutto del lavoro di tutti i professionisti del settore polarizzando, dunque, quello spiccato senso del bello che da sempre rende lo stile italiano unico nel mondo.
SI! Submititaly.com è un esperimento, un desiderio di…, un visual blog che funge da vetrina interattiva tra designer e appassionati del web i quali attraverso SI! Submititaly sono invitati a lasciare commenti ai siti segnalati e proporre nuove realizzazioni provenienti dai talenti italiani.
Di Pino (del 21/02/2006 @ 21:37:35, in Speciali, linkato 463 volte)
Il cosiddetto "Piano di Rinascita Democratica", parte essenziale del programma piduista, consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che aveva al suo centro l'informazione. I suoi obiettivi essenziali consistevano in una riforma della giustizia che comprendesse la Separazione delle Carriere dei magistrati e il conseguente assoggettamento di questi al potere esecutivo, il controllo dei mezzi di comunicazione da parte dei un organismo centrale dipendente dal governo (specialmente le TV), l'acquisto di controllo sulla carta stampata (Corriere della Sera) comprandola tramite movimenti azionari, il ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica con il passaggio, tra l'altro del comando delle Forze Armate nelle mani del Ministero dell'Interno.
Dal 1997 il corso di Design Tipografico del cfp Bauer di Milano pubblica ogni anno un libretto composto a mano con caratteri mobili, stampato con una macchina da stampa tipografica e cucito a mano, che tratta dell'alfabeto, caratteri tipografici, lettering e calligrafia.
Quest'anno l'intenzione è quella di creare un alfabeto composto di fotografie delle cose più svariate. Le lettere si nascondono ovunque: nelle nuvole, nelle cartine geografiche satellitari, nel ferro battutto, fra i nostri capelli...
Il gioco è aperto a tutti e ogni tecnica è accettabile. Il libretto verrà pubblicato a fine maggio.
Di Pino (del 19/02/2006 @ 17:25:14, in Blog, linkato 510 volte)
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